Lontano da qui

Penso a questi anni bui ormai passati

quante volte col pensiero li ho scacciati

dalla mia testa

dalla mia mente.

Penso a chi, come me vuole andare via

ma non riesce a trovare la giusta via.

chilometri di distanza mi dividono

da quello che voglio.

Penso a chi ha le scarpe ormai consunte

perché ha percorso sempre la stessa strada

sempre lo stesso sentiero.

Guardo volti anneriti dal dolore, spenti

di chi, ormai ha perso ogni barlume di luce;

Ma io resisto, senza aver paura.

Lontano da qui, lontano da tutti

gli eventi seppelliscono i lutti.

E dal nulla nasce il sole, forte, che brucia

con ardore, da’ fiducia

al mio essere al mondo.

E lontano da qui, lontano da qui

io vorrei stare, senza nulla fare

se non amare.

Lontano da qui, lontano da tutti

gli eventi seppelliscono i lutti

di una vita passata a costruire

le mura solide del mio avvenire.

Fumo e fuliggine

Questo tempo distorto

dove tutto è bloccato

dove tutto è fissato

nello spazio di un’immagine,

le parole diventano

cemento armato.

Quanto tempo inutile

dove tutti corrono

dietro all’immagine,

fumo e fuliggine.

La strada davanti a me

sembra infinita

ma non è ancora finita la partita

gioco contro tempo, senza regole

vedo la tua mano

 verso di me tendere.

Quanto tempo inutile

dove tutti corrono

dietro all’immagine,

fumo e fuliggine.

E infine  il fuoco si spegne

vinto dalla pioggia

che incessante batte

l’ultima fiamma cede

trapela nel buio della notte.

Il mio rifugio

Nel mio rifugio vado

e lì cado, debole e affaticato

nel braccio del dolore

ritrovo il mio calore

quasi a sciogliere le ore.

Salgo con attenzione

i gradini che portano

alla tua visione

passo dopo passo

salgo la scala

che mi porta al tuo amore.

Attendo la tua voce

come un suono che viene da lontano

come il verso di un animale

continuo, mi faccio del male.

Adesso sei qui nella mia casa

finalmente ti ho trovata

anima tormentata.

Salgo con attenzione

i gradini che portano

alla tua visione

passo dopo passo

salgo la scala

che mi porta al tuo amore.

Il mio rifugio, è il solo posto

dove tutto rimane intatto

e lì ritrovo il mio calore

quasi a sciogliere le ore.

Vetri Infranti

A chi vuoi che importi

tu  che non mi conosci

ciò che mi rende libero?

Se hai tempo di ascoltare

se non vuoi scappare

da questa mia zona d’ombra

che sembra non avere

né colore né forma.

Corri, non ti fermi mai

ti domandi, perchè lo fai?

Se i vetri infranti

Si potessero recuperare

Io li ricostruirei

senza avere rimpianti.

E se la finestra si aprisse

potrei essere libero

da chiunque udisse

la mia voce, il mio delirio.

Se hai tempo di ascoltare

se non vuoi scappare

da questa mia zona d’ombra

che sembra non avere

né colore né forma.

Se i cocci di vetro

si potessero mettere

 insieme davvero

nel disordine di un mosaico

tenterei di trovare il pezzo vero.

Luna piena

E di notte osservo

la mia compagna notturna

ogni sera taciturna

mi accompagna, io il suo servo.

Come un rituale vano

sento che ciò che voglio

ormai non è lontano.

Luna piena, comanda la notte

è già qui, emana luce forte

luna piena, di me sei la regina

la purezza, la malinconia.

Anticipi il giorno, pianeta guerriero

come un angelo leggero

e mentre il sole nel cielo fa breccia

te ne vai, senza lasciare traccia.

Luna piena, comanda la notte

è già qui, emana luce forte

luna piena, di me sei la regina

la purezza, la malinconia.

Distanze

Sei lontana, altrove

tra le strade affollate

di una città lontana

sola, impaurita, ti aggiri

in questo labirinto che è la vita

le nuvole si addensano

e il cielo si fa scuro.

Il tempo passa

e la tua mancanza diventa l’unica realtà.

Dopo la tempesta il sole

le strade umide si asciugano

pensare di averti qui

è il solo modo  che ho

per andare avanti.

Penso a cosa potrei dirti

se fossi con te ora

senza parole tristi

senza piangere ancora.

Barriere incrollabili

ci sono tra noi due

il tempo si arresta

la tua voce in testa

le nuvole si diradano

e il cielo si fa scuro.

Il tempo passa

e la tua mancanza diventa l’unica realtà.

Stralunato (come visionando)

Così, mi disse il poeta vagabondo

così tutto iniziò…

Ho conosciuto

la disperazione

perché ho creduto che mai,

lei sarebbe andata via

con una bugia che ormai

non trova più scuse.

Ma l’ho cercata poi

e l’ho trovata al mio ritorno

piangeva da sola sulla strada

e c’era un alone di mistero

tutt’intorno.

la mano che ho creduto aperta

solo me ha abbracciato

è stata lei a dirmi

“mi rivedrai aspetta”.

Ho conosciuto

la disperazione

perché ho creduto che mai,

lei sarebbe andata via

ma questa volta poi

lei cercava me

e mi ha trovato

da solo e impaurito

di pioggia e neve coperto.

Come lo schiudersi

di un guscio

chiuso da troppo tempo

io mi apro a te

come un battito d’ali

che ne segna l’evento.

Non ci incontriamo infine

tutti e due stanchi

così la fatica ci ha reso,

creature distanti.

Così mi disse il poeta vagabondo,

così tutto finì…